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05/08/14

Lazio, la Giunta regionale approva il nuovo Testo Unico del Commercio



05/08/2014 ROMA – La Giunta regionale ha approvato oggi, su proposta dell'Assessore allo Sviluppo Economico ed Attività Produttive, Guido Fabiani (nella foto in alto), la delibera per il nuovo Testo Unico del Commercio del Lazio. Una riforma, questa, attesa da oltre dieci anni, che si pone l'obiettivo di semplificare la vita dei cittadini e delle imprese mediante il rinnovamento e l'innovazione.

Il progetto del Testo Unico del Commercio, che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, raccoglie e razionalizza tutte le disposizioni sul settore, abroga sei leggi approvate in tempi diversi e riduce in maniera sostanziale gli articoli che regolano la materia: da oltre 300 si passerà a 125. Il nuovo Testo Unico del Commercio sostiene la libertà di iniziativa commerciale, limita i vincoli e tende a ridurre gli oneri burocratici, per fornire agli operatori del settore la certezza dei tempi. Contestualmente, punta a tutelare i beni ed i luoghi di valore storico, artistico ed architettonico, l'ambiente urbano, la mobilità, la sicurezza, e, soprattutto, la salute ed i diritti dei lavoratori.

Per la prima volta nella storia, il Lazio avrà un Testo Unico sul commercio. Una svolta importante – ha spiegato trionfante il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti -, che porterà meno burocrazia, renderà più semplice aprire un negozio o darà la possibilità di cambiare e vendere prodotti diversi, senza dover ricorrere sempre a carte bollate o spese. Si semplifica quindi la vita di chi vuole entrare nel mondo del commercio e a chi già fa commercio. Lo avevamo promesso e abbiamo mantenuto gli impegni”.

Il commercio rappresenta una parte fondamentale del sistema economico regionale – ha dichiarato l’Assessore Fabiani –. Vale molto in termini di imprese, il 25%; vale anche molto in termini di reddito, l’8-10%, ossia più dell’industria; e vale molto in termini di occupazione. Per questo con il nuovo Testo Unico ci poniamo tre obiettivi:semplificazione, per trasformare la Regione in un’Amministrazione amica delle imprese; decentramento, perché la programmazione deve dare regole e criteri mentre la gestione spetta ai Comuni e ai territori; innovazione, un fattore di cui questo settore ha fame e con cui si gioca il futuro”.


Daniele Triolo - L'Indipendente.net 

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