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27/08/14

Turisti in aumento a Monaco di Baviera, ma i russi diminuiscono drasticamente. Ecco il perchè


27.08.2014  MONACO DI BAVIERA  - Sempre in aumento i visitatori provenienti dai paesi arabi, dal Giappone e dalla Cina. I turisti russi sono invece una minoranza.  "I russi sono diventati rari" ha detto una guida turistica.

IL CALO  - Nei primi sei mesi del 2014, il numero di turisti provenienti dalla Russia è diminuto. Il calo dei pernottamenti in città è del 2,5%. Soprattutto negli alberghi a cinque stelle, il calo è evidente. La portavoce del Bayerischer Hof, lussuoso albergo nel centro di Monaco, Ulrike Barcatta, dice: "Ci aspettiamo che la situazione non migliorerà nei prossimi mesi".
Una dipendente di un noto marchio internazionale di moda dice che la presenza di turisti russi a Monaco di Baviera era nettamente superiore qualche mese fa, tanto da avere "la sensazione di lavorare in una filiale a Mosca".
Le boutique di alta moda, le gioiellerie più prestigiosi, i ristoranti più rinomati,  hanno sempre attirato molti turisti russi o ucraini ed è facile adesso notare un drastico calo.

LE MOTIVIAZIONI - Secondo Global Blue, specialista nel settore dello shopping turistico, tra aprile e giugno le vendite totali in Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Singapore - che complessivamente ricevono circa tre quarti della spesa globale dei clienti stranieri - sono scese del 3% in valore.
"I cali non sono legati a una riduzione nel numero dei turisti, ma a una diminuzione nella spesa media per transazione", spiega Global Blue in una nota.
La spesa dei russi è scesa del 18%, con l'impatto del rublo debole ampliato dagli effetti della crisi in Ucraina. E' russo circa il 20% dello shopping tax free nel mondo, dice Global Blue.
La spesa degli acquirenti cinesi - a cui si deve il 27% dello shopping tax free mondiale nel 2013, che ne fa la nazione che all'estero spende in assoluto di più - è cresciuta solo del 9% nel trimestre in questione, a fronte di aumenti compresi fra il 30% e il 50% negli ultimi anni.
Le destinazioni più colpite dal fenomeno nel secondo trimestre sono Francia e Germania, con la spesa totale da parte degli stranieri in articoli tax free calata rispettivamente del 5,2% e del 4,5%.
Fraport, che gestisce l'aeroporto di Francoforte, la scorsa settimana ha detto che le sue operazioni retail risentono dell'euro forte, che scoraggia l'acquisto di profumi, cosmetici e articoli di abbigliamento di lusso all'interno dello scalo.



GLI EFFETTI DELLA CRISI NELLE RELAZIONI FRA LA RUSSIA E PAESI OCCIDENTALI Intaer, uno dei maggiori tour operator russi chiude. È il quinto in meno di un mese. La causa è il calo della domanda e del potere d'acquisto dovuti all'andamento del cambio del rublo e alla situazione politica negativa non permettono più di far fronte agli obblighi nei confronti dei turisti clienti e delle agenzie di viaggio.
Sono gli effetti della crisi nelle relazioni fra la Russia e i paesi occidentali, causata dalla situazione in Ucraina e dalla reazione russa che ha avuto il suo culmine nell'annessione della Crimea, il sostegno militare ai separatisti nell'est del paese e l'abbattimento da parte (probabilmente) di questi ultimi del volo MH 17.

 I COLLEGAMENTI AEREI -  Intanto le sanzioni dell'Unione europea hanno costretto Aeroflot a sospendere i voli della low-cost che controlla, Dobrolet. E per rispondere a questa tendenza che rischia di pesare davvero sull'economia ma anche sull'autostima e l'orgoglio dei russi, pare (lo dice il il quotidiano russo Vedomosti) che il governo di Putin stia valutando la limitazione o il totale divieto di sorvolo della Siberia alle compagnie europee, che operano tratte verso l'Asia.
L'idea era stata discussa già dopo il varo delle prime misure punitive da parte di Bruxelles contro Mosca, per via della crisi ucraina. L'ultimo pacchetto di sanzioni e l'allargamento della black list delle società russe con cui è vietato fare business - e che comprende anche Dobrolet - ha spinto Mosca ad accelerare le contromisure.
Secondo Vedomosti, esponenti del ministero degli Esteri  russo hanno dichiarato senza mezzi termini che "qualsiasi azioni ostile dell'Unione europea, anche nel settore del trasporto aereo, non rimarrà senza risposta". Al momento però non vi sono commenti ufficiali a riguardo.
Per i voli dall'Europa all'Asia, le compagnie aeree si servono della rotta transiberiana, la più breve, e per il cui utilizzo pagano royalties ad Aeroflot, secondo un accordo stipulato con l'Urss.
Vedomosti sostiene che la compagnia di bandiera russa incassa circa 300 milioni di dollari l'anno da queste royalties: i maggiori contribuenti sono Lufthansa, British Airways e Air France.
Se venisse introdotto il divieto di sorvolo della Siberia, le compagnie straniere sarebbero costrette ad allungare di circa un'ora e mezza i voli, con un conseguente aumento dei costi e calo della competitività rispetto ai vettori asiatici.


LE PERDITE  - Lufthansa avrebbe stimato le eventuali perdite attorno al miliardo di euro solo per i tre mesi di durata delle misure restrittive dell'Ue.
Dobrolet - che aveva inaugurato il suo primo volo commerciale a giugno e che mirava a "integrare" i collegamenti tra la Russia e la Crimea, annessa nel marzo scorso - ha interrotto "temporaneamente" tutti i suoi voli, dopo essere entrata nella lista delle società sanzionate da Bruxelles.
Dobrolet ha spiegato la decisione con il fatto che le "controparti europee" hanno annullato gli accordi di assicurazione degli aeromobili, sospeso la fornitura di informazioni aeronautiche e rifiutato di adempiere agli accordi di leasing, riparazione e manutenzione.

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