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17/08/15

Herrmann critica l'Italia e la Grecia...di nuovo

Joachim Herrmann, ministro degli interni bavarese e stretto collaboratore della cancelliera Angela Merkel, ad un anno di distanza, torna a criticare l'Italia. E non solo. Questa volta, ad essere accusata di "comportamento irrispettoso" è la Grecia.
Il tema al centro del dibattito non può che essere l'arrivo continuo di profughi che giungono in Europa attraversando il mediterraneo. Un mare che sta mietendo sempre più vittime ma che rappresenta, per molti, una speranza di vita migliore.

E' una situazione molto delicata, di cui deve farsi carico tutta l'Europa, eppure non mancano le critiche e le accuse. Herrmann, infatti, accusa Italia e Grecia di incapacità nella gestione dei flussi migratori e di mancata applicazione delle norme europee. "Questi Paesi" - sostiene il ministro- "violano ogni giorno migliaia di regole europee ... e appesantiscono la nostra collaborazione". Sarebbero molti i profughi che non vengono registrati ufficialmente (non vengono presi i dati personali e le impronte digitali) e a cui vengono aperti i confini del resto dell'Europa, rendendo difficoltosa la richiesta d'asilo negli altri paesi della Comunità Europea. La Germania è uno dei Paesi che si trova a dover fronteggiare maggiormente tale situazione. 

Herrmann sostiene che, in tal modo, Grecia e Italia violano palesemente l'accordo di Schengen così come il regolamento Dublino ed il loro agire "sconsiderato va principalmente a discapito dei contribuenti tedeschi"
Il ministro, in seconda battuta, critica anche i contributi in denaro che vengono concessi ai richiedenti asilo, visto come un incentivo per molti a emigrare in Germania. A seconda della situazione di vita, infatti, ognuno ha diritto a delle prestazioni per un valore di 287-359 euro al mese (l'importo è costituito di servizi di base per la "necessità" e una componente in contanti).
"I veri rifugiati"- continua Herrmann - "vogliono vivere al sicuro, avere un futuro, essere curati e avere qualcosa da indossare" e non delle soluzioni che tamponano marginalmente il problema e che, tra l'altro, minano allo Stato Sociale tedesco che non può a lungo sostenere tali spese. 


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