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15/06/18

Grande successo di Primark a Monaco: tremano gli altri negozi di abbigliamento

Primark ha aperto a Monaco di Baviera il 17 maggio 2018 e a distanza di un mese non si può fare a meno di notare come l'affluenza all'interno del megastore sito nel centro commerciale Pep (Neuperlach Zentrum) stia mettendo in ombra tutti gli altri negozi di abbigliamento presenti all'interno. 



E' venerdì 15 giugno 2018 e sono circa le 17 quando scegliamo di visitare Primark. Il suo successo si nota immediatamente una volta arrivati al cortile all'ingresso del centro commerciale: 1 busta su 2 nelle mani dei clienti che hanno appena fatto acquisti ha il logo "Primark". Quando entriamo nel centro commerciale non non si fatica a comprendere dove sia diretta la folla. 




Ma qual è il successo di Primark?
Grandissima offerta per uomo, donna e bambino, a prezzi che sembrano surreali. 
Una t-shirt da uomo in puro cotone a solo 1.10 €, abiti da donna a 7€. 
"Ho rifatto il mio guardaroba con 50 €" commenta soddisfatta una ragazza. 
"Non penso di andare a comprare altrove. Con questi prezzi, Primark mette gli altri negozi ko" - aggiunge un ragazzo che ha appena acquistato t-shirt, scarpe, uno zaino e un costume da bagno spendendo solo 20€. 

Primark terrorizza gli altri negozi di abbigliamento 

Nessuno è in grado di offrire così tanto ad un prezzo così basso. A Monaco di Baviera può farlo solo Primark. L'azienda irlandese ha affittato una vasta porzione del centro commerciale Pep solo dopo aver ottenuto unammodernamento dello stesso. All'interno del centro commerciale si vede ad occhio nudo come siano semi vuoti gli altri negozi di abbigliamento e come la clientela si diriga unicamente verso il megastore di abbigliamento low coast.  

Rientrando in metropolitana, quasi tutti hanno una busta di cartone in mano, con il logo azzurro di Primark. 








Made in Bangladesh. 
Le scritte "made in Bangladesh" non sembrano scoraggiare nessuno. Nessuno sembra interessarsi che in Bangladesh gli operatori del settore tessile sono sottopagati e arrivano guadagnano in media 35 dollari al mese. 

Una volta considerato troppo povero e irrilevante nell'economia mondiale, oggi lo stato asiatico nato nel 1971 dopo l'indipendenza dal Pakistan, invade i mercati europei e americani di magliette, camicie, pantaloni e biancheria intima. Il settore dell'abbigliamento rappresenta l'80 per cento dell'export del Bangladesh e garantisce un posto di lavoro a oltre tre milioni di persone.




Sono anni che i rappresentanti delle aziende che operano sul mercato mondiale dell'abbigliamento hanno chiesto alle autorità locali di incoraggiare un aumento dei salari per placare il diffuso malcontento, ma la risposta è stata negativa. 

Gli imprenditori del settore tessile che vanta circa 5 mila aziende,  hanno un peso politico rilevante perché finanziano generosamente le forze politiche. Perciò meglio non disturbarli e lasciare le lavoratrici e i lavoratori con stipendi da fame. 




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