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30/05/19

Monaco, la capitale bavarese dove nacque il nazismo



Monaco, la capitale della Baviera, ospita edifici antichi e numerosi musei. A Marienplatz, la piazza centrale dell’Altstadt (la città vecchia), si trovano monumenti come il Neues Rathaus, il municipio in stile neogotico con il Glockenspiel, un carillon le cui statuine rappresentano eventi avvenuti nel XVI secolo. 

Il Centro di documentazione sul Nazismo di Monaco, inaugurato il 30 aprile 2015 in occasione del 70°anniversario della liberazione della città, si trova al posto della Braunes Haus, già Palais Barlow, una villa ottocentesca comprata dai nazisti nel 1930 per ospitare la nuova sede del partito, nato proprio a Monaco nel 1919 come Partito tedesco dei lavoratori e dal 1920 rinominato Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap). 

La Braunes Haus (la casa “bruna”, dal colore delle divise) venne distrutta dai bombardamenti americani. 

La Königsplatz, nelle vicinanze del quartiere dei musei, venne usata molte volte per le sfilate del partito hitleriano. Fino al 1945 questo luogo rappresentava il “centro” del partito nazionalsocialista, formatosi in una Monaco tanto amata dal Führer da essere insignita nel 1935 del titolo di "capitale del movimento". 

Nel 1938 si svolse a Monaco la Conferenza fra i capi di governo di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, nella quale vennero discusse le rivendicazioni della Germania sul territorio cecoslovacco abitato dai Sudeti, popolazione di etnia tedesca. Al termine dei lavori venne siglato l'accordo di Monaco, che portò all'annessione di alcune zone della Cecoslovacchia da parte dello stato tedesco e alla promessa di Hitler di non rivendicare altri territori. 

L'anno seguente scoppiò la Seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia.

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