Rientro in Italia, le nuove regole in vigore dal 6 novembre



 1) INGRESSI DA PAESI UE+

ATTENZIONE: dal 6 novembre sono in vigore in Italia nuove misure di contenimento, che prevedono (tra le altre regole) il divieto di ingresso nelle Regioni considerate a rischio alto o di massima gravità (livello 3 e 4 Regioni "arancioni" e "rosse"), salvo che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità e per rientrare al proprio domicilio. Al momento le Regioni di livello arancione sono Puglia e Sicilia, quelle di livello rosso sono Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria (la classificazione è soggetta a verifica dopo 15 giorni). Il transito attraverso tali Regioni verso Regioni con livelli di rischio minore è consentito.

Gli ingressi nelle altre Regioni sono normalmente consentiti, senza bisogno di particolari motivi che giustifichino l'ingresso, da tutti i Paesi UE (+Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Andorra, San Marino, Città del Vaticano e Principato di Monaco).

Tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l’apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato. 

Chi entra dai Paesi europei sopra elencati (eccetto Romania, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, per cui valgono regole diverse, sotto specificate) non è sottoposto all'obbligo di isolamento fiduciario nè all'obbligo di tampone (salvo che non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all'ingresso in Italia).

ATTENZIONE: chi abbia soggiornato o sia transitato negli ultimi 14 giorni prima dell'ingresso in Italia in Romania deve prendere contatto con l'Autorità sanitaria competente per territorio e fare 14 giorni di isolamento fiduciario. Per i casi in cui è prevista l'esenzione dall'obbligo di quarantena, si veda il punto 3.

Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia si sia recato (anche solo in transito) in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna è tenuto a prendere contatto con l'Autorità sanitaria e a presentare un test negativo effettuato entro le 72 ore precedenti al momento dell'ingresso, oppure a sottoporsi ad un tampone al momento dell'ingresso o entro le successive 48 ore (fino al momento in cui si dispone del risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in quarantena). 


Alcune Regioni hanno stabilito, oltre alle norme nazionali sopra descritte, regole specifiche per l'ingresso nel territorio regionale. Si raccomanda quindi a chi fa ingresso nel Paese di informarsi specificatamente sull'esistenza di eventuali regole diverse, vigenti nelle Regioni che si desidera visitare. Ad esempio la Sardegna permette l'ingresso soltanto a chi si é previamente registrato attraverso l'apposito modulo, che deve essere compilato online 48 ore prima dell'arrivo. Per informazioni specifiche sull'ingresso in Sardegna cliccare QUI.  Anche la Calabria richiede una registrazione preventiva obbligatoria: per la procedura di registrazione, cliccare QUI. Per le informazioni sull'ingresso in Puglia, cliccare QUIAnche la Sicilia ha adottato un'ordinanza che prevede l'obbligo di effettuare un tampone in aeroporto per chiunque entri nell'isola dall'estero, e richiede la segnalazione dell'ingresso tramite apposito portale online.

Si raccomanda a tutti coloro che fanno ingresso nel Paese di seguire con attenzione tutte le normative in vigore per il contenimento del contagio.  Maggiori informazioni sono disponibili qui. 

2) INGRESSI DA PAESI TERZI

Rimangono in vigore le limitazioni di ingresso in Italia per chi proviene da Paesi diversi da quelli elencati al punto 1 (UE+). Per chi si trova in tali Paesi è consentito entrare in Italia soltanto per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, per motivi di salute, di studio o per fare rientro presso il proprio domicilio o residenza (si deve tuttavia trattare di rientro stabile in Italia: una volta rientrati, non sarà cioè possibile fare “avanti e indietro” con altre abitazioni che si trovano in Paesi terzi).

Al di là di tali casi, l'ingresso nelle Regioni con livello di rischio basso è generalmente consentito (cioè anche senza uno dei motivi di urgenza indicati nel paragrafo precedente) a:

1) chi è residente in uno dei seguenti Paesi: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. 

2) chi è cittadino UE  o è residente stabilmente in un Paese UE (o è familiare stretto - cioè coniuge, partner, stabile figlio fino a 21 anni, genitore convivente, altro familiare dipendente per ragioni di disabilità - di cittadino UE o straniero residente in UE).

ECCEZIONE IMPORTANTE: alle regole sopra descritte fanno eccezione i casi delle persone che, nei 14 giorni antecedenti al viaggio, abbiano soggiornato o siano transitate per uno dei seguenti Paesi (indicati al punto F dell'allegato 20 del DPCM): Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana. Per chiunque sia stato in tali Paesi negli ultimi 14 giorni l'ingresso in Italia è vietato. Le uniche eccezioni al divieto (sempre per l'ingresso nelle Regioni a basso rischio) riguardano: i cittadini italiani o stranieri che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020 (16 luglio per Montenegro e Kosovo, 13 agosto per la Colombia) e i loro stretti familiari (discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile), a condizione che possano presentare al momento dell'imbarco un test risultato negativo ed effettuato non oltre 72 ore prima della partenza; funzionari e agenti dell'Unione Europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell'esercizio delle loro funzioni; solo per Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del nord, Montenegro, i membri di equipaggi e il personale viaggiante dei mezzi di trasporto terrestre, esclusivamente per motivi di lavoro, solo per transito (massimo 36 ore) o breve permanenza in Italia (massimo 120 ore).

Anche le persone che rientrano nei casi di eccezione sopra riportati potranno fare ingresso nelle Regioni con livello di rischio alto o di massima gravità (livello 3 e 4, Regioni "arancioni" e "rosse") soltanto per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o per rientrare al proprio domicilio. Il transito attraverso tali Regioni verso Regioni con livelli di rischio più bassi è consentito.

Si ricorda che tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l’apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato.

Una volta in Italia, il viaggio verso il domicilio prescelto per la quarantena dovrà proseguire con mezzi privati (anche se è consentita la prosecuzione con un ulteriore volo verso altra destinazione nazionale, se non si esce dall'area aeroportuale).

 

3) OBBLIGO DI QUARANTENA/OBBLIGO DI TAMPONE

Chiunque entri in Italia da Paesi diversi da quelli UE+ (v. elenco al punto 1) o dalla Romania, o vi sia transitato negli ultimi 14 giorni prima dell'ingresso in Italia, è tenuto a mettersi in contatto con le Autorità sanitarie competenti per territorio per segnalare il proprio ingresso e sottoporsi alla quarantena con sorveglianza attiva per 14 giorni (nella propria abitazione o in qualsiasi luogo a scelta dell'interessato). 

Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia si sia recato (anche solo in transito) in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna è tenuto a prendere contatto con l'Autorità sanitaria e a presentare un test negativo effettuato entro le 72 ore precedenti al momento dell'ingresso, oppure a sottoporsi ad un tampone al momento dell'ingresso o entro le successive 48 ore (fino al momento in cui si dispone del risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in quarantena; ovviamente, la quarantena sarà obbligatoria anche per chi dovesse risultare positivo).

ECCEZIONI ALL'OBBLIGO DI QUARANTENA/DI TAMPONE

L’obbligo di quarantena o di tampone (a seconda dei casi) sopra descritto non si applica:

a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;

b) al personale viaggiante;

c) ai movimenti da e per San Marino e Città del Vaticano

d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;

e) Le persone che fanno ingresso in Italia per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della Salute, non sono sottoposte a quarantena ma devono obbligatoriamente presentare al momento dell'imbarco un test risultato negativo e effettuato nelle precedenti 72 ore.

Se asintomatiche e se negli ultimi 14 giorni non si sono recate (nemmeno in transito) nei Paesi indicati al punto F dell'allegato 20 del DPCM (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana), anche le seguenti ulteriori categorie di persone sono esentate dall'obbligo di quarantena o di tampone:

a) chiunque faccia ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

b) chiunque transiti, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

c) chiunque sia residente in un Paese UE+ o in Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e faccia ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro (nel caso delle persone che si siano recate in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna nei 14 giorni precedenti l'ingresso in Italia, tale eccezione vale soltanto entro il limite delle 120 ore, v. caso a);

d) personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di funzioni sanitarie;

e) lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

f) personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

g) funzionari e agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, e vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;

h) alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Anche le persone che rientrano nelle categorie sopra elencate, se rientrano da Paesi per cui sono normalmente previsti obblighi di tampone o di quarantena, devono comunque segnalare il proprio ingresso nel Paese all'Autorità sanitaria, impegnandosi anche ad iniziare la quarantena (o ad effettuare il tampone), nel caso fossero superati i limiti temporali previsti (in alcuni casi) per l'esenzione.

Per ulteriori informazioni sulle condizioni per l§ingresso in Italia, consultare il FOCUS sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

 

4) COME FARE INGRESSO IN ITALIA DALLA GERMANIA

Di fronte al nuovo peggioramento della situazione epidemiologica e all'adozione di stringenti misure di contenimento del contagio, sia in Germania che in Italia, i collegamenti tra i due Paesi saranno presumibilmente ridotti (a causa della riduzione del numero di passeggeri). Si raccomanda a chi vuole viaggare tra Italia e Germania di verificare sempre con la compagnia l'operatività del collegamento.

Aereo
Tra la Germania e l'Italia sono sempre rimasti operativi diversi voli di collegamento (Alitalia e Lufthansa, inclusa la compagnia dipendente Eurowings), con partenze giornaliere da Francoforte e Monaco e più raramente da Berlino e Düsseldorf. Anche alcune compagnie low cost avevano ripreso a volare regolarmente tra i due Paesi. Per informazioni sull'effettiva operatività dei voli é necessario prendere contatto direttamente con le  compagnie aeree. E' anche opportuno chiedere informazioni alla compagnia sulla documentazione richiesta per l'imbarco (considerato che a volte le compagnie richiedono più documenti - o documenti diversi - rispetto a quanto previsto dalla normativa dei due Paesi).

Bus
Alcune compagnie di viaggi in bus hanno annunciato di voler ridurre o cancellare i viaggi previsti nelle prossime settimane (Flixbus ad esempio ha annullato tutti i suoi viaggi all'interno della Germania per tutto il mese di novembre): per conferma dell'operatività dei collegamenti, è necessario contattare direttamente le compagnie di trasporto.

Treno
Al momento non risulta una riduzione dei collegamenti ferroviari né tramite la Svizzera, né attraverso l'Austria.

Auto
Il transito in automobile è sempre stato consentito sia attraverso la Svizzera, che attraverso l'Austria. Il transito è ancora consentito senza limitazioni in entrambi i Paesi.

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