Bufera su una pizzeria di Francoforte che ha deciso di chiamarsi "Falcone e Borsellino"

Una pizzeria di Francoforte che ha deciso di chiamarsi "Falcone e Borsellino". Non solo: le pareti sono traforate di proiettili, appese ci sono le foto dei giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi in due tragici e violentissimi attentati, una delle pagine più nere della storia italiana. Accanto ai giudici, il proprietario del ristorante, il tedesco Costantin Ulbrich, ha scelto di accostare le immagini  di Tony Gentile che ritrae insieme i magistrati uccisi da Cosa nostra e quella di Don Vito Corleone, protagonista de "Il Padrino", interpretato da Marlon Brando. La sorella di Giovanni Falcone, Maria, ha presentato ricorso al tribunale tedesco denunciando la violazione della memoria dei due giudici chiedendo di inibire l'uso del nome Falcone e Borsellino. Il ricorso è stato respinto perché «il giudice ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria», ha scritto il tribunale di Francoforte.


Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell'Ambasciata Italiana a Berlino. 


L'Ambasciata d'Italia a Berlino esprime profondo rammarico nel vedere che il nome dei magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato che hanno dedicato la propria vita a far crescere nella società il senso del dovere nel contrastare la mafia – venga utilizzato per un'attività commerciale in cui viene banalizzata la criminalità organizzata. Riteniamo opportuno sottolineare che molti Italiani si sentono a disagio vedendo il nome e l'immagine di due noti eroi dell'antimafia utilizzati per una pizzeria di Francoforte, per giunta accostati a fotografie che esaltano la mafia. Tale scelta sconcertante si presta a danneggiare l’immagine dell’Italia e soprattutto reca una inaccettabile offesa alla sensibilità dei familiari dei due magistrati e di tutte le vittime innocenti della mafia.

La notizia di tale indebito accostamento offre all’Ambasciata d’Italia l’opportunità di esprimere condivisione per le iniziative della Professoressa Maria Falcone, tutte volte a sottolineare il valore del sacrificio e della memoria dei due magistrati, che ancora oggi rappresentano un esempio per la società civile e per le tante donne e i tanti uomini delle Istituzioni impegnati nella lotta al crimine organizzato.

Si tratta di un impegno comune a Italia e Germania, Paesi che svolgono un ruolo di primo piano nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale (Convenzione di Palermo). Entrambi i Paesi sono stati inoltre tra i 190 firmatari della risoluzione, che riconosce il contributo dato da Falcone, approvata all'unanimità il 16 ottobre scorso a Vienna alla riunione plenaria della Convenzione sulla lotta alla criminalità organizzata Transnazionale. 

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