Armi e fiori, l'incredibile storia dietro il murales di Escif

Il murales dell'artista spagnolo ESCIF | Foto di Salvatore Bufanio


Monaco di Baviera è una città dalle mille sfaccettature. Dal punto di vista turistico è famosa soprattutto per l’Oktoberfest, la festa della birra più famosa al mondo. Ogni anno, prima della pandemia, milioni di turisti si sono ritrovati in uno dei famosi tendoni sul Theresienwiese, in un clima conviviale e spensierato. 


Ma c’è anche un’altra caratteristica della capitale bavarese che non passa inosservata: l’attenzione per l’ordine e la pulizia, soprattutto lungo le vie del centro, dove ad attirare l’attenzione di turisti e passanti, oltre alle bellezze dei monumenti,  sono le numerose installazioni floreali che adornano la città.  


Fiori come simbolo di amicizia e di affetto. Del resto, Monaco di Baviera  si è distinta spesso per lo spirito solidale dei suoi cittadini, molti dei quali hanno scelto, ad esempio, di dedicare parte del proprio tempo libero per accogliere numerosi richiedenti asilo, in fuga da città distrutte dai bombardamenti. Volontari, medici, agenti di polizia e insegnanti, sostenuti da donazioni e finanziamenti pubblici, hanno fatto tutto il possibile per aiutare i rifugiati. 

 

Del resto sono ancora impresse nella memoria di tutti noi le drammatiche immagini di città martoriate dai conflitti a fuoco in aree di crisi. Ma quello che forse non tutti sanno è che in molti casi le armi responsabili di tali distruzioni portavano anche il sigillo “Made in Germany”, prodotte da importanti aziende con sede a Monaco di Baviera e vendute in tutte le parti del mondo. 


Una curiosa coincidenza notata anche dall’artista spagnolo ESCIF che in visita nella capitale bavarese, affascinato dalle strade adornate dai fiori e dai parchi curati e ordinati, iniziò a cercare su Google Maps il percorso migliore da seguire per spostarsi in bicicletta. Tra un clic e l’altro però la sua attenzione si concentrò in particolare sull’immagine di un grande cortile con decine di carri armati  parcheggiati all’interno.


Ingrandendo la foto si rese conto che quella era la sede di una fabbrica di veicoli da combattimento. 

Un particolare in forte contrasto con l’immagine di una città adornata dai fiori, simbolo di pace e di amore, famosa nel mondo per il clima gioioso e conviviale che si respira durante la sua famosa festa popolare. Un’immagine che lascia l’amaro in bocca e che arriva dalla stessa città che da un lato accoglie persone in cerca di un futuro migliore,  in fuga da guerre e bombardamenti  e dall’altro ospita le aziende che producono armi e mezzi indispensabili per tali distruzioni.


ESCIF iniziò quindi a riflettere sul senso di una famosa espressione tedesca “durch die Blume gesagt”, che significa “dire qualcosa in modo indiretto”. 

Un gioco di parole basato proprio su “Blume” che in tedesco significa “fiore”.


E proprio “durch die Blume gesagt” è il titolo della sua opera, realizzata sulla facciata di un palazzo al numero 20 della  Paul-Heyse-Strasse, a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale. 


Un grande vaso di ceramica decorato con armi e carri armati blu pastello e riempito di fiori colorati richiama l’attenzione dei passanti. 

Un messaggio politico forte e chiaro per ricordare a tutti che Monaco di Baviera è sicuramente una città solidale, ma è anche una roccaforte dell’industria bellica tedesca. 

Deciderà l’osservatore su quale particolare concentrarsi e se interrogarsi o meno sulle motivazioni di questo curioso accostamento. 


Salvatore Bufanio


SLIDER
13.11.21
0

Search

Scrivimi