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15/11/18

Multe salate per chi attende senza biglietto qualcuno in stazione a Monaco

Molti non lo sanno, ma esiste un biglietto che si chiama "Bahnsteigkarte" ed è acquistabile con 0,40 centesimi da chiunque voglia transitare in stazione per accompagnare qualcuno. 

Non è possibile acquistare questo tipo di biglietto sulla App "mvg", ma direttamente alle macchinette automatiche presenti in ogni stazione. E' a tutti gli effetti un titolo di viaggio obbligatorio anche per chi di fatto non deve viaggiare, ma semplicemente accompagnare o attendere l'arrivo di qualcuno in stazione.  

Per chi ne fosse sprovvisto, la multa da pagare è di 60 euro. Un'assurdità che ha portato i cittadini a scrivere al sindaco della capitale bavarese, Dieter Reiter, per manifestare tutto il loro disappunto. 

Reiter ha detto: "Penso che questo regolamento sia un anacronismo che deve essere riconsiderato. Se vuoi solo andare in stazione per salutare amici o parenti, non dovresti pagare una tassa. Pertanto, lavorerò per l'abolizione della Bahnsteigkarte e sono certo che sia possibile trovare una soluzione a misura di cliente. Soprattutto in un momento in cui vogliamo rendere più attraenti i trasporti pubblici, anche i modelli di pensiero antiquati devono essere riconsiderati e il servizio nell'interesse dei clienti in primo piano". 

 Il "Bahnsteigkarte" è unico in Baviera. In tutta la Germania, solo ad Amburgo esiste un'altra tassa simile, ma anche lì si sta pensando di abolirla. Fino ad allora, occhi aperti e non dimenticate di munirvi di biglietto.
Il sindaco di Monaco, Dieter Reiter



13/11/18

Chi è Katharina Schulze, la donna che ha guidato la rinascita dei Verdi in Baviera


Il successo annunciato dei Verdi in Baviera ha un nome: Katharina Schulze, la donna simbolo del cambiamento in Baviera, la promessa per il futuro.  Capolista insieme a Ludwig Hartmann per il Landtag bavarese, Schulze ha 33 anni. Nel 2008, quando era studentessa di scienze politiche all’Università di San Diego, lavorava come volontaria nella campagna di Barack Obama. Nello stesso anno aveva aderito ai Grünen e nel 2009 venne eletta leader dei giovani della Baviera. Capo del partito nel Land due anni dopo, nel 2013 era entrata nel Parlamento regionale, dove dal 2017 guida i deputati verdi. Ambiziosa, informata, competente, Katharina Schulze si è rivelata una spina nel fianco della Csu anche perché accanto ai temi tradizionali dei Grünen — diritti civili, energia pulita, integrazione europea — dà spesso e volentieri battaglia sulla politica interna e sulla sicurezza, dove non si stanca di chiedere migliori equipaggiamenti e l’aumento delle unità d’élite nelle forze di polizia. Questo non le impedisce, trovandosi di fronte a una manifestazione di neonazisti, di mostrar loro il dito medio. Sulla rete, in Parlamento o per strada, Katharina è sembrata onnipresente. I suoi comizi sono sempre happening. Ha un grande talento retorico, riconosciuto dall’Associazione degli speechwriter di lingua tedesca, che l’ha premiata come migliore oratore della campagna bavarese. Lei non si pone limiti: «Nella mia visione — dice — l’obiettivo è salvare il mondo, pragmaticamente». Sembra un apocrifo di Obama, uno dei suoi miti.

12/11/18

Anche in Germania in arrivo i microchip sottopelle per i lavoratori


Cosa succederebbe se in Italia ogni datore di lavoro chiedesse ai propri dipendenti di impiantarsi un microchip sottopelle

Che fine farebbe la privacy? Che fine farebbe la dignità dei lavoratori o quel che ne resta? 

In Gran Bretagna è in atto una forte polemica sull’uso dei microchip sui lavoratori. 


A quanto pare la società BioTeq, che si occupa appunto di questo tipo di impianti per organizzazioni ma anche per privati, ne ha già realizzati oltre 150 nel Paese, sia per singoli individui che per dipendenti di piccole società, e ne ha inviati altri in Spagna, Francia, Germania, Giappone e Cina. 

I piccoli chip, piazzati sottopelle fra il pollice e l’indice, sono simili a quelli che si utilizzano per gli animali da compagnia. 

I sindacati sono molto preoccupati che questa pratica possa prendere piede e influenzare sempre di più il rapporto tra datore di lavoro e dipendenti e rendere questi ultimi controllabili dai primi, 24 ore su 24, senza alcuna eccezione per la vita privata. 

La tecnologia su cui si basano, consente, ad esempio, di sbloccare la porta di casa e accendere l’auto semplicemente avvicinando la mano, ma anche di immagazinare dati come una vera e propria memory card.  

Secondo il Sunday Telegraph anche una società scandinava starebbe trattando con diverse compagnie legali e finanziarie britanniche per programmare l’installazione di questi chip, grandi come un chicco di riso, nei loro dipendenti. Fra queste c’è anche una società molto nota con migliaia di impiegati, probabilmente l'Ikea. 

La Cbi, Confederation of British Industry che rappresenta 190mila aziende britanniche, si è detta preoccupata: “Le società dovrebbero concentrarsi sulle priorità più immediate e focalizzare sul coinvolgimento degli impiegati” piuttosto che monitorarli – anche se in tutti i casi le ragioni scomodate per gli impianti sono legate alla sicurezza – con questi strumenti di tracciamento. 

 “I lavoratori sono preoccupati che questa tecnologia possa essere usata per controllare e gestire i dipendenti, violandone quindi la privacy e il diritto alla riservatezza, dando ai datori di lavoro ancora più poteri".  

Hauptbahnhof, la stazione centrale si rifà il look


In questi giorni la stazione centrale di Monaco è un grande cantiere.
Come mostra il video pubblicato sulla nostra pagina Facebook (guarda), molte attività commerciali hanno chiuso e alcune invitato i propri clienti in un altro punto vendita, magari in centro.

Fa un certo effetto vedere Hauptbahnof in continua ristrutturazione, con pochi negozi aperti al pubblico e pochi punti ristoro. 

Horst Seehofer lascia la presidenza della Csu


Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer ha annunciato che lascerà la presidenza della Csu, mantenendo l'incarico di governo. 

 "Sono ministro dell'Interno e continuerò a svolgere questa funzione", ha detto in una conferenza stampa, affermando che la decisione di lasciare la presidenza della Csu "non tocca in alcun modo" il ruolo di ministro del governo Merkel. Seehofer, riferendosi al suo ruolo di presidente della Csu, si è detto "grato di aver potuto svolgere questa funzione per dieci anni". 

"Il cambiamento appartiene alla vita e questo vale anche me", ha aggiunto. Seehofer ha poi riferito che la data in cui arriverà il passaggio del testimone nel partito sarà comunicata nel corso della settimana.

31/10/18

La Germania rimpatria gli italiani rimasti senza lavoro?

Circola in queste ore sul web la notizia dell'imminente "rimpatrio forzato" degli italiani rimasti senza lavoro in Germania.

Tutto nasce in seguito alle dichiarazioni di una nostra connazionale che afferma di aver ricevuto l'invito dallo Stato tedesco a tornare in Italia perché in Germania non avrebbe ottenuto un sostentamento economico.

La signora lasciò il lavoro perché incinta e si separò subito dopo. Si ritrovò quindi ad essere sola e senza reddito.

È una bufala? La notizia ha fondamento? 

Alla base della vicenda, come spiega Fanpage,  ci sarebbe una legge approvata circa due anni fa che ha elevato da tre mesi a cinque anni il periodo di permanenza minima in Germania per accedere ai sussidi sociali. La legge tedesca mira a ridimensionare uno stato sociale ritenuto troppo generoso e attrattivo per i molti stranieri europei che, facendo leva sul principio della libera circolazione, sfruttavano il sistema in maniera troppo eccessiva.

Chiariamo alcuni punti:

A) Chi lascia il lavoro per propria scelta e non per decisione del datore di lavoro ( o nel caso di una gravidanza, per decisione di un medico)  non può accedere immediatamente alla disoccupazione. Ne ha comunque diritto, dopo alcune settimane, in base al periodo che ha trascorso al lavoro.

B ) Chi sa di avere un contratto che sta per concludersi senza un rinnovo da parte del datore di lavoro, è tenuto ad iscriversi al centro per l'impiego almeno 3 mesi prima del termine del rapporto lavorativo. Se non lo fa, non avrà diritto immediatamente al sussidio di disoccupazione. Bisogna lavorare almeno un anno per potere usufruire, senza intoppi e problematiche, del sussidio di disoccupazione. 


C) Una volta terminato il periodo di disoccupazione, lo Stato tedesco fornisce un sostegno economico SOLO A CHI NE HA EFFETTIVA E CERTIFICATA NECESSITÀ.
Per esempio NON a chi in Italia ha case e terreni di proprietà; somme sui conti correnti che superano un certo limite; auto e altri beni di lusso. 

D ) Quindi, dopo il periodo di disoccupazione , solo chi ne ha realmente necessità , riceve una somma che dovrebbe coprire le esigenze primarie della persona. Oltre a questa somma, pagata in contanti, lo Stato paga anche l'affitto per evitare che la persona venga sfrattata. (Questo non significa che chi vive in una villa potrà continuare a farlo, ma dovrà trasferirsi in un appartamento più piccolo).
Soprattutto, questo significa che chi ha case di proprietà in Italia non può pretendere di vivere in Germania con l'affitto pagato dallo Stato. 

E) Le offerte di lavoro che lo Stato propone durante questo periodo di sostentamento non posso essere rifiutate.

F) Lo Stato tedesco aiuta in modo diversi chi è genitore single: affitti agevolati, tassazione bassa... Non regala niente a nessuno.

G ) Ci sono casi, centinaia e centinaia, di persone che dopo il periodo di disoccupazione hanno ricevuto un sostegno economico solo dopo aver venduto tutto quello che è considerato un bene di lusso.
L'unica cosa che non è pignorabile e che non può essere inclusa in questo elenco è la fede nuziale.

Traete voi le conclusioni.
 
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